ART CATALOGUE | MAURIZIO RADICI . 09/2017, NEW

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BOOK | LA SARTIGLIA . 2/2017

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ART CATALOGUE | JAIME ARANGO CORREA . 12/2016

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BOOK | INVIOLATA ILIO . 09/2016

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ABOUT THE BOOK

Cosa ci colpisce quando girovaghiamo in una libreria? L’odore della carta, gli scaffali pieni di parole e immagini, richiami in proscenio o in retrovia di cult, opuscoli dimenticati o semplicemente una frase, un segno, una segnalazione di un amico, una recensione interessante o il caso.
Tutto è accaduto per caso, il titolo è arrivato subito. “Inviolata Ilio” è sicuramente un richiamo, sa di mito, di antico e misterioso. Anche per il lettore meno informato un titolo come questo evoca la storia e poi la mitologia che va tanto di moda. “Inviolata Ilio” è un romanzo di trecento pagine che dà un corso diverso alla storia, si spazia dal 1200 a.C. sino ai giorni nostri e d’inventato non c’è nulla, tranne poche (ed evidenti) fantasie. L’inizio è in linea con le fonti di Omero, ma la deviazione arriva attraverso Ulisse che è tutto: il viaggio, l’amore, il tradimento, l’amicizia. “Inviolata Ilio” prevede una preparazione e un tempo lungo, non si può leggere tutto d’un fiato, ma è un’opera strana che attraversa i tempi e ha come protagonista il manoscritto. Il libro sfida il lettore, è una provocazione continua, soprattutto prova la pazienza e la tentazione di sospenderlo è forte. Ma nel momento in cui lo lasci, qualcosa ti spinge a riprenderlo in mano e a continuare a leggere. Sarà che si insinua il manoscritto, un simbolo che cambia significato ma che ha il sapore della libertà. Gli eroi greci che passeggiano e irrompono in scena non brillano, sono schifosi, sanguinari, biechi, e si muovono come fossero puppet animati stancamente. Ilio è una nuova storia della guerra di Troia e il timone lo dirige il libro che decide dove andare, ha una personalità caparbia che cerca di capire, sapere, stabilire dove va a finire la mitologia greca e dove finiscono gli dei. Le situazioni storiche sono autentiche, gli episodi reali, le notizie argomentate. Ma Ilio non è storia, è romanzo. Marcello, farmacista, scrittore per passione, si identifica con Lubeki, che definisce “un perdente convinto di quello che fa”, un personaggio totalmente inventato, di passaggio, che ha il coraggio di lottare. Di rimando, Roberto, giornalista e scrittore, sceglie Ginevra, un’altra sconfitta che parla di moralità, e ancora ama Ipazia, vessillo dell’orrore umano e struggente voce della libertà di pensiero. Tra sagaci boutade i due scrittori raccontano un lavoro di ricerca puntigliosa e appassionata, durata due anni, che rivela un rigoroso lavoro dal sapore gotico e dallo spirito noir. Rimangono la risacca dell’ingiustizia, la pennellata minuziosa di personaggi che non hanno ruolo e una dedica a Maria Pernanbuco ciclista. che trova spazio nella fantasia di un bambino amante della Tortuga. “Inviolata Ilio” ha bisogno di attenzione, quella che abbiamo perso per strada, ha bisogno di dedizione per superare il fastidio del rigore e della provocazione. Ilio è come la vetta, integra, pura, intatta. La strada non finisce mai e la storia non si conclude, non esiste un lieto fine e non esiste il dramma, solamente un manoscritto con l’incanto dei segreti mai raggiunti.

Bianca Laura Petretto

ART CATALOGUE | ERRANTI . 07/2016

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BOOK | SUTTEAS . 07/2016

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ART CATALOGUE | INNER GIGI RIGAMONTI . 07/2016

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ABOUT THE BOOK

Cosa ci colpisce quando girovaghiamo in una libreria? L’odore della carta, gli scaffali pieni di parole e immagini, richiami in proscenio o in retrovia di cult, opuscoli dimenticati o semplicemente una frase, un segno, una segnalazione di un amico, una recensione interessante o il caso.
Tutto è accaduto per caso, il titolo è arrivato subito. “Inviolata Ilio” è sicuramente un richiamo, sa di mito, di antico e misterioso. Anche per il lettore meno informato un titolo come questo evoca la storia e poi la mitologia che va tanto di moda. “Inviolata Ilio” è un romanzo di trecento pagine che dà un corso diverso alla storia, si spazia dal 1200 a.C. sino ai giorni nostri e d’inventato non c’è nulla, tranne poche (ed evidenti) fantasie. L’inizio è in linea con le fonti di Omero, ma la deviazione arriva attraverso Ulisse che è tutto: il viaggio, l’amore, il tradimento, l’amicizia. “Inviolata Ilio” prevede una preparazione e un tempo lungo, non si può leggere tutto d’un fiato, ma è un’opera strana che attraversa i tempi e ha come protagonista il manoscritto. Il libro sfida il lettore, è una provocazione continua, soprattutto prova la pazienza e la tentazione di sospenderlo è forte. Ma nel momento in cui lo lasci, qualcosa ti spinge a riprenderlo in mano e a continuare a leggere. Sarà che si insinua il manoscritto, un simbolo che cambia significato ma che ha il sapore della libertà. Gli eroi greci che passeggiano e irrompono in scena non brillano, sono schifosi, sanguinari, biechi, e si muovono come fossero puppet animati stancamente. Ilio è una nuova storia della guerra di Troia e il timone lo dirige il libro che decide dove andare, ha una personalità caparbia che cerca di capire, sapere, stabilire dove va a finire la mitologia greca e dove finiscono gli dei. Le situazioni storiche sono autentiche, gli episodi reali, le notizie argomentate. Ma Ilio non è storia, è romanzo. Marcello, farmacista, scrittore per passione, si identifica con Lubeki, che definisce “un perdente convinto di quello che fa”, un personaggio totalmente inventato, di passaggio, che ha il coraggio di lottare. Di rimando, Roberto, giornalista e scrittore, sceglie Ginevra, un’altra sconfitta che parla di moralità, e ancora ama Ipazia, vessillo dell’orrore umano e struggente voce della libertà di pensiero. Tra sagaci boutade i due scrittori raccontano un lavoro di ricerca puntigliosa e appassionata, durata due anni, che rivela un rigoroso lavoro dal sapore gotico e dallo spirito noir. Rimangono la risacca dell’ingiustizia, la pennellata minuziosa di personaggi che non hanno ruolo e una dedica a Maria Pernanbuco ciclista. che trova spazio nella fantasia di un bambino amante della Tortuga. “Inviolata Ilio” ha bisogno di attenzione, quella che abbiamo perso per strada, ha bisogno di dedizione per superare il fastidio del rigore e della provocazione. Ilio è come la vetta, integra, pura, intatta. La strada non finisce mai e la storia non si conclude, non esiste un lieto fine e non esiste il dramma, solamente un manoscritto con l’incanto dei segreti mai raggiunti.

Bianca Laura Petretto

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